SCHEDA TECNICA

Cyrogrillo
nome:
Cyrogrillo
denominazione:
Langhe DOC Rossese Bianco
anno:
2017
uva:
Rossese Bianco 85%, Incrocio Manzoni Bianco 15%
VIGNETO
 
ubicazione:
Vigna Chiese
comune:
Monforte d’Alba
anno d’impianto:
2013
superficie:
0,49 ha
resa:
45,7 hl/ha
raccolta:
24/08 (IM) - 04/09/2016 (RB)
VINIFICAZIONE:
Vinificazione separata per le 2 varietà. Diraspatura e pressatura soffice senza macerazione. Fermentazione in vasche d’acciaio con controllo della temperatura (per il RB) e senza tale (per l’IM). Taglio eseguito 1,5 mesi prima dell’imbottigliamento.
FML:
In acciaio (per il Rossese). Non svolta per l’Incrocio M.
AFFINAMENTO:
Su feccia fine per 5 mesi in acciaio
imbottigliamento:
06/04/2018 (Lotto L0118066RB)
produzione:
2986 bottiglie
ANALISI
 
alc.% vol.
14,01%
pH:
3,36
acidità totale:
5,20 g/l
acidità volatile:
0,33 g/l
zuccheri residui:
2,1 g/l
SO2totale:
84 mg/l
estratto secco:
19,3 g/l

Il vigneto: ubicato nella nostra tenuta a Monforte d’Alba (Vigna Chiesa), piantato da noi nel 2013 al posto di una vigna vecchia sperimentale. Esposto ad Ovest, su terreno argilloso, ma con una buona percentuale di sabbia e tufo grigio. La 2017 è stata la sua seconda annata di produzione, irregolarmente calda e siccitosa, che ci ha fatto portare le uve a casa ad Agosto.

Le varietà: ampiamente diffusa nel passato in Liguria e in Piemonte (Alba e Mondovì). Attualmente la sua coltivazione è limitata ai comuni di Sinio, Roddino e Monforte d’Alba. Se ne trova qualche vecchio ceppo nelle Cinque Terre. Il suo nome è dovuto all'intensa sfumatura ambrata o addirittura rosata quando l’uva ben matura è esposta al sole. Soltanto 5 cantine lo producono nelle Langhe.

Il vino: era difficile ripetere lo stile della vendemmia precedente quando la malolattica si è svolta spontaneamente, ma siamo riusciti a portar tutto a buon fine, tranne la frazione dell’ultima pressa che, prima di tutto, aveva un colore profondo arancione (dovuto alle bucce brucciate dal sole) e che si è ossidata durante la malolattica e siamo stati costretti a scartarla. Come prima il Rossese porta al vino la «grassezza» e la cremosità, mentre la freschezza e la florealità sono merito del Manzoni B.

Il nome: esiste un documento, emesso nei 400 dai conti Alfieri di cui Magliano, oggi comune del Roero, fu feudo per parecchi secoli. In questo documento i conti vietavano severamente ai vassalli l’uso alimentare dei ricci, denominati nel documento “cyrogrilli”.

L’etichetta: dipinge un riccio, leggermente disturbato dall’interesse gastronomico verso la sua umile persona, che cerca di nascondersi sotto i fiori per sottrarsi alle grinfie dei maglianesi affamati.

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