SCHEDA TECNICA

Ricciaia
nome:
Ricciaia
denominazione:
Dolcetto d'Alba DOC Superiore
anno:
2016
uva:
Dolcetto 100%
VIGNETO
 
ubicazione:
Vigna Chiesa
comune:
Monforte d'Alba
MGA:
-
anno d’impianto:
2002 (vigna vecchia), 2014 (vigna nuova)
superficie:
0,42 ha (vecchia), 0.65 ha (nuova)
resa:
42 hL/ha
raccolta:
08/09/2016
VINIFICAZIONE:
Pigiatura e inizio immediato della fermentazione senza nessuna macerazione. Vinificazione in tini d’acciaio a 19ºC per conservare i sentori di frutti freschi e per evitare l’estrazione eccessiva di polifenoli. Svinatura a 4º Babo e fine fermentazione senza le bucce.
FML:
in acciaio
AFFINAMENTO:
12 mesi in botte di rovere Est-Europeo da 30 hl.
imbottigliamento:
01/12/2017 (Lotto L0317334)
produzione:
4000 bottiglie di 0,75 l
ANALISI
 
alc.% vol.
13,65%
pH:
3,56
acidità totale:
5,24 g/L
acidità volatile:
0,64 g/L
zuccheri residui:
1,4 g/L
SO2totale:
51 mg/L
estratto secco:
25,8 g/L

Il vigneto: le uve provengono dal nostro vigneto di Monforte d’Alba, classificato nel 2017 come cru regionale con nome proprio (”Vigna Chiesa”), ubicato su una collina esposta a Nord con una splendida vista sul Monviso. Il terreno è argillo-sabbioso con un 10% di tufo, poco profondo e abbastanza povero, per questo le viti producono pochi e piccoli grappoli con acini ben concentrati. Nel 2014 abbiamo allargato l’impianto del Dolcetto sulla stessa collina (estirpando prima un ettaro di noccioletto) e la vigna nuova ha dato la prima raccolta nel 2016.

La varietà: il Dolcetto è una delle varietà rosse più popolari in Piemonte. Il suo nome “dolce” è attribuito al fatto che, essendo il più precoce fra i rossi della zona, matura velocemente e diventa dolce prima di tutti gli altri.

Il vino: «Porpora lucente. Naso intenso, dai tratti vinosi. Frutti di bosco, spezie, sbuffi balsamici. Morbido e carnoso al sorso, mostra acidità e tannini coesi. Finale asciugante» (Bibenda 2017).

Il nome: il riccio è il nostro simbolo, essendo rotondo e duro, proprio come una “biòca”. La ricciaia è un mucchio di castagni, chiamati “maròn” in Piemontese, che fanno parte della tradizione gastronomica di Cuneo, il capoluogo della nostra provincia.

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