SCHEDA TECNICA

Cyrogrillo
nome:
Cyrogrillo
denominazione:
Langhe DOC Rossese Bianco
anno:
2016
uva:
Rossese Bianco 85%, Incrocio Manzoni Bianco 15%
VIGNETO
 
ubicazione:
Vigna Chiese
comune:
Monforte d’Alba
anno d’impianto:
2013
superficie:
0,49 ha
resa:
31,5 hl/ha
raccolta:
09/09 (IM) - 20/09/2016 (RB)
VINIFICAZIONE:
Vinificazione separata per le 2 varietà. Diraspatura e pressatura soffice senza macerazione. Fermentazione in vasche d’acciaio senza controllo della temperatura, ma ubicata in una sala termocondizionata. Fermentazione malolattica spontanea (per il Rossese).
FML:
In acciaio (per il Rossese). Non svolta per l’Incrocio M.
AFFINAMENTO:
Su feccia fine per 5 mesi in acciaio
imbottigliamento:
28/03/2017 (Lotto L0117085RB)
produzione:
1800 bottiglie
ANALISI
 
alc.% vol.
13,67%
pH:
3,42
acidità totale:
4,91 g/l
acidità volatile:
0,41 g/l
zuccheri residui:
2,6 g/l
SO2totale:
95 mg/l
estratto secco:
18,8 g/l

Il vigneto: ubicato nella nostra tenuta a Monforte d’Alba (Vigna Chiese), piantato da noi nel 2013 al posto di una vigna vecchia sperimentale. Esposto ad Ovest, su terreno argilloso, ma con una buona percentuale di sabbia e tufo grigio. La 2016 è stata la sua prima annata di produzione.

Le varietà: ampiamente diffusa nel passato in Liguria e in Piemonte (Alba e Mondovì). Attualmente la sua coltivazione è limitata ai comuni di Sinio, Roddino e Monforte d’Alba. Se ne trova qualche vecchio ceppo nelle Cinque Terre. Il suo nome è dovuto all'intensa sfumatura ambrata o addirittura rosata quando l’uva ben matura è esposta al sole.

Il vino: un vino-sorpresa (anche per noi) vista la malolattica spontanea che non dovrebbe svolgersi, ma è occorsa perché il vino era in una sala riscaldata, tribulando a finire la fermentazione alcolica. I lieviti, comunque, non sono riusciti a mangiarsi tutti gli zuccheri e 2,6 g/l ne sono rimasti tuttavia naturali. La freschezza e la florealità sono dovuti al Incrocio Manzoni.

Il nome: esiste un documento, emesso nel 1400 dai conti Alfieri di cui Magliano, oggi comune del Roero, fu feudo per parecchi secoli. In questo documento i conti vietavano severamente ai vassalli l’uso alimentare dei ricci, denominati nel documento “cyrogrilli”.

L’etichetta: dipinge un riccio, leggermente disturbato dall’interesse gastronomico verso la sua umile persona, che cerca di nascondersi sotto i fiori per sottrarsi alle grinfie dei maglianesi.

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